venerdì 7 aprile 2017

favola su una bicicletta



Questa è la storia di una bicicletta, una bicicletta costata poco, la storia della bicicletta con la quale per la prima volta ho messo le ruote fuori da una strada nera e grigia, la prima bicicletta con la quale mi sono allontanato da casa, la prima che mi ha accompagnato fuori dal traffico, dentro la al fango, sulle rocce, dentro me stesso.

Insieme a Lei ho incominciato a percorrere sentieri e non sentieri, la prima bicicletta che ho portato sulle spalle la dove niente si poteva pedalare.
Questa è la storia di quella bicicletta, di quello che mi ha dato, di quello che è diventata e dei compromessi che ognuno di noi deve affrontare nella vita. Una storia di crescita e metamorfosi.
Lei è un ferro prossimo al compimento dei 20 anni, ma al tempo era una signora, una gran bella signora, troppo grande per me, le misure del decathlon di quegli anni erano davvero troppo generose, sbagliai la taglia. Le biciclette del decathlon si chiamavano ancora "biciclette del decathlon", non B'Twin, le geometrie dei telai si somigliavano tutte. É una decathlon rockrider x5; o meglio, era.
Succede spesso che io mi affezioni agli oggetti, succede spessissimo con le biciclette, questa non era la mia prima bici in assoluto (la prima fu una cross rossa con la leva del cambio sul tubo orizzontale, la seconda una bmx gialla bianchi, poi una mtb montana di colori fluorescenti... poi altri ferri recuperati, regalati.. mai venduti) ma con lei comunque ho vissuto un sacco di prime volte e per questo ci sono ancora più legato. Il mio rapporto con le due ruote a propulsione umana non è mai stato costante, ma tutte le volte che mi sono avvicinato ad una bicicletta (alla bicicletta in generale) sono coincise con periodi di cambiamento e in qualche modo di rinascita, o quantomeno di evoluzine. Questa  5x è alla sua terza vita, forse l'ultima (come nella migliore tradizione videoludica).


    Fu aquistata per gli spostamenti in città, non ricordo se mi avessero tolto la patente, o se avevo distrutto un'auto... non ricordo proprio, fatto stà che avevo bisogno di una bici per muovermi. nei vari traslochi e periodi di allontanamento mi sono ritrovato senza bicicletta. il Decathlon (che dalle mie parti aveva aperto da pochissimo) era il posto ideale per trovarne una decente ad un prezzo non eccessivo. la prima vita scorse così senza intoppi, tra scorrazzate nel traffico e qualche uscita dal centro cittadino per raggiungere il mare.


☺   La seconda vita non fu proprio una rinascita, ma più (per restare in tema videogames) un PowerUp, un powerup trovato per caso: i miei problemi di mobilità si erano risolti, ma la xc5 continuavo ad usarla per diletto, quando ad un certo punto, non ricordo bene le circostanze, realizzai che avevo sotto al culo una MTB, un mezzo offroad "e sono un coglione!" pensai. Apportai delle piccole modifiche (ma non voglio perdermi nei tecnicismi) e la mia bella XC5 era pronta a fare XC, ma anche enduro, anche bmx. Scoprii la mountainbike, scopri un nuovo modo di vivere la bicicletta, di vivere la città, di vivere... scoprii la mia strada, che in realtà non era una strada. Lo scoprii un po' tardi, le geometrie, le ruote da 26, la forcella, i vbrake erano ormai superati, le mountainbike erano diventate un'altra cosa nel frattempo. Dovevo lasciarla. Quando ho cambiato mountainbike l'idea di venderla non mi ha mai neanche sfiorato lontanamente. Ho cercato di farla restare viva, pregando le persone a me vicine di utilizzarla, di farla correre, ma ovviamente nessuno poteva capire i miei sentimenti ed è stata ferma a lungo. DEATH!


  La mtb è ormai al centro dei miei pensieri, organizzo le mie giornate affinchè possa avere sempre un po' di tempo per sentire le rocce, la terra e la ghiaia scorrere sotto le ruotone della mia GIANT. Da qualche anno ho rinunciato alle quattro ruote, ho rinunciato a spostarmi in una scatoletta di tonno (se dovrò morire sulla strada, almeno volerò negli ultimi istanti della mia vita). Gli ultimi anni ho affrontato i miei primi viaggi in bicicletta, l'ultimo anno in moto ed ho imparato ad apprezzare lo spostamento come parte integrante del viaggio e non solo come inframezzo, non c'è niente di meglio che viaggiare in bicicletta per goderne a pieno. Non ci sarebbe niente di meglio che viaggiare in mountain bike, fuori strada. sulla ghiaia, gravel in inglese... GRAVEL BIKE. ho esplorato l'internet, i negozi fisici e online per capirci qualcosa e ne emerso che non c'è niente da capire, questa è LA BICICLETTA, la bicicletta che ti porta ovunque e che dovresti portare ovunque. Il compromesso ideale. Odio i compromessi. ma solo i cattivi non riescono a vedere il buono nelle cose, questo è un buon compromesso. Ok, però non voglio comprarla, voglio pedalare sulla mia xc5, la bicicletta che mi ha fatto scoprire la mia strada fatta di non strada. Di nuovo, non voglio rovinare questa favola facendo un elenco dei lavori eseguiti e delle componenti sostituite. Ti basta sapere che adesso la mia xc5 è questa quì (foto); e che tra pochi giorni, da soli io e Lei, partiremo. Ti racconterò com'è andata quando torno.



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